: lorenzo limatola

2026

intervista di about:


Indagini su chi partecipa alle call

Sono cresciuto in Campania, vivo a Milano dove mi sono trasferito per studiare Design di prodotto al Politecnico specializzandomi in design-engineering nel 2015; da allora ho collaborato con diversi studi di progettazione tra cui Meneghello Paolelli, big-game, Toan Nguyen. Da alcuni anni collaboro con studio C Milano, con cui tra le altre cose ho lavorato ad alcune penne, una tipologia di oggetto che da tanto tempo volevo affrontare.  Del progetto mi appassionano il tema della sostenibilità, e la necessità coniugare la tecnologia con aspetti artistici e umani. Da molto giovane ero affascinato dalla grafica dei videogiochi, spesso più che dal loro gameplay, così scoprì la modellazione tridimensionale, che per me allora era un gioco, costruivo personaggi e immagini, un’esperienza che col senno di poi mi ha avvicinato alla mia professione.

Ciao Lorenzo, raccontati a chi ancora non ti conosce: il tuo percorso professionale e qualche
 curiosità su di te.

→ disegni di Lorenzo Limatola
→ disegni di Lorenzo Limatola
Il tuo progetto per la call TagliaScotch ci è piaciuto molto. C’è stato un momento o un’esigenza precisa che ha fatto scattare l’idea iniziale?

Mi sono dato l'obiettivo di creare un oggetto robusto, con qualche aspetto innovativo. L’idea è venuta semplicemente pensando al tema proposto, tagliare lo scotch, mi sono chiesto come farlo in modo interessante.

Ho pensato ad un taglio che potesse aprire un nuovo significato e una nuova applicazione, che trasforma lo scotch in una freccia, del colore del supporto scelto, un simbolo che apre a tanti utilizzi che non ho ancora esplorato completamente.

Che tipo di ricerca hai fatto prima di iniziare a progettare? Da dove arrivano le tue principali ispirazioni?

Nel partecipare ad About mi sentivo molto libero, questo mi ha permesso di essere ispirato da input inusuali come suoni, gesti e parole. Poche immagini. I riferimenti visivi a volte possono influenzare molto e togliere entusiasmo ed ingenuità.
Per prima cosa ho preso dello scotch di vari formati e tagliato in diversi modi, con le mani, con altri oggetti, ho riempito la scrivania di frammenti.
Mi piace ragionare sulla realtà fisica degli oggetti e far leva sui ricordi. Trovo che in questo modo si può arrivare in posti inesplorati.

Prima del tagliafrecce ho avuto un'idea diversa, che poi somigliava ad altri progetti trovati su internet, ho preferito cambiare strada, è stato un momento frustrante, ma alcuni aspetti di quelle prime esplorazioni si sono rivelati utili per lo sviluppo dell’oggetto finale.

Qual è stata la prima difficoltà che hai incontrato durante il processo progettuale?
Come hai scelto materiali e tecniche di produzione? Sono stati una conseguenza dell’idea iniziale o, al contrario, ne hanno influenzato lo sviluppo?
→ Studi formali di Lorenzo Limatola

Non ho escluso a priori altri materiali e tecniche, ma la stampa 3d FDM era chiaramente la tecnica più veloce e precisa che avevo a disposizione, ha il grosso vantaggio di essere uno strumento passivo, ti libera mani e testa per fare altro. 

Certo, elimina gli aspetti positivi del fare con le proprie mani, ma è quello che lo sviluppo tecnologico comporta un po' in tutti gli ambiti.

→ Studi formali di Lorenzo Limatola
Abbiamo visto che hai realizzato tantissimi prototipi. In che modo hanno modificato o migliorato il progetto 

Provo sempre a non sprecare troppa plastica, cercando di stampare il necessario.
Per il tagliafrecce ci sono stati quattro prototipi iniziali, oggetti abbastanza diversi tra loro, ogni modello serviva a testare diverse ipotesi.
Una volta raggiunta la funzionalità ho fatto altre stampe per fare piccoli miglioramenti incrementali e risolvere dei difetti estetici legati alla stampa. Volevo ottenere un oggetto liscio e rifinito per la mostra.

Un discorso a parte sul componente della lama in plastica, la cui stampa impiega solo pochi minuti. Per questo componente avrò fatto una decina di prove per ottenere il risultato migliore, lavorando molto vicino ai limiti tecnici della stampante 3D che avevo a disposizione.


→ Studi formali di Lorenzo Limatola

Un buon esempio è proprio il potere di taglio della lama, che per la sua caratteristica forma non penso si possa valutare in altro modo se non attraverso dei tentativi. Mi è stato utile vedere l’oggetto in scala anche per verificare alcuni aspetti altrimenti non apprezzabili, come l’ergonomia e l’usabilità.

Quali aspetti del progetto non erano verificabili dal modello 3d?
Puoi raccontarci anche attraverso le foto dei prototipi quali sono state le criticità che ti hanno portato a scartare/migliorare quel determinato campione?

Inizialmente avevo l’idea di fare un tagliafrecce che funzionasse con tutti i tipi di scotch, qualsiasi fosse la dimensione o il materiale. Era un oggetto molto diverso, fatto di due elementi separati, da fissare su un piano: il primo consisteva in un supporto per i diversi formati di scotch; con una forma che ricorda una casetta, l’altro era l’elemento lama, che sfruttava delle lamette per rasoio di sicurezza.

Era una strada problematica: temevo che l’utilizzo non fosse abbastanza chiaro e, inoltre, risultava molto tagliente e quindi pericoloso per la mostra. Volevo realizzare un oggetto con cui anche un bambino potesse giocare, solido e affidabile come un prodotto industriale. 

A quel punto ho dovuto fare dei compromessi, ho limitato i requisiti di progetto, e mi sono concentrato esclusivamente sullo scotch di carta, che è anche lo scotch meno impattante in termini ecologici e disponibile in più colori e varianti facilmente reperibili.

C’è una decisione progettuale di cui vai particolarmente fiero?

Cambierei diversi aspetti: curerei di più la forma e proverei a migliorare ancora l’uso dell’oggetto in modo che si possa usare con una sola mano, come alcuni taglia-scotch per l’imballaggio. 

Lo progetterei come un prodotto industriale, forse in lamiera piegata con elementi in plastica stampata. 
Inoltre, migliorerei la compatibilità con i vari formati di nastro e le diverse larghezze.
Ho già sviluppato delle varianti del progetto dopo la call, facendo alcune versioni più piccole, con lama in metallo, che producono delle piccole frecce più vicine al mondo dello stationary.

Mi piace molto la scelta di aver reso protagonista lo scotch più che l’oggetto in sé, e poi alcuni dettagli come il fatto che dopo il taglio i bordi delle frecce hanno una zigrinatura visibile, che gli da un'estetica un po' grezza e al tempo stesso aiutano a staccare le frecce con facilità.

Se dovessi ripartire oggi dallo stesso progetto, cambieresti qualcosa?
Che tipo di impatto pensi stia avendo About come iniziativa culturale sui giovani designer? E quanto pensi sia importante avere uno spazio libero di discussione e condivisione, soprattutto per chi sta entrando in questo mondo ora?

Grazie ad About ho visto a Milano un fermento intorno al design non legato ad attività commerciali, delle belle serate con qualcosa da bere e tante persone interessanti. Un evento sociale insieme leggero e impegnato, un’iniziativa in un certo senso quasi utopica. Sta dando la possibilità ai designer più o meno giovani di incontrarsi in un confronto creativo senza competizione arida, un aspetto necessario in questo periodo in cui anche fuori dal mondo del progetto si vedono molti ragionamenti a somma zero.

→ Studi formali di Lorenzo Limatola
→ Studi formali di Lorenzo Limatola
→ Studi formali di Lorenzo Limatola

Trovo i temi scelti finora per About tutti molto stimolanti. Mi é piaciuto molto anche il tema “Writing tools” a cui ho partecipato con un progetto che mi ha appassionato molto. Penso sarebbe bello anche un tema “strumenti sonori”, divertente per la mostra.

Ci consigli tre temi che ti piacerebbe vedere affrontati nelle prossime call di About?
→ Tagliafrecce di Lorenzo Limatola
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Teo Sandigliano:Taglia Scotch